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Categoria: Filosofia

Siamo tutti una stessa gente – Scacchi e carcere

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Il dodici dicembre di quest’anno era una domenica qualunque. A Milano faceva un freddo pungente, sebbene senza i picchi dei momenti peggiori. Eppure per nove scacchisti non fu una giornata come tutte le altre: stavano per andare in carcere, a Bollate. Si trattava di andare a sfidare alcuni ragazzi che avevano seguito un corso grazie agli istruttori dell’Accademia di Scacchi di Milano: Elia Mariano, Andrea Bracci e Francesco Gervasio.

Questa non era una manifestazione estemporanea e non era neppure un’iniziativa rapsodica, sebbene pur sempre importante. L’Accademia, infatti, ha stretto una collaborazione con l’organizzazione carceraria fin dal 2008 e si va consolidando nel tempo. Tutto iniziò da una richiesta di un giudice in pensione, Franco Cecconi, ex socio dell’Accademia. Egli faceva volontariato nel carcere tenendo lo sportello giuridico. Egli lavorava proprio nelle carceri e aveva sostenuto, non senza qualche fondamento, che se per mestiere aveva fatto di tutto per tenere i delinquenti al fresco, aveva, adesso, l’esigenza di fare qualcosa di buono per loro e, magari, di tirarli fuori.

La natura sconfitta di Spinoza – Un’analisi critica

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Il concetto di natura all’interno del sistema spinoziano, rapportato alle critiche storiche mosse dai maggiori autori del filosofo olandese riesce a sopravvivere al suo stesso autore, oppure è irragionevole assumerne ad oggi le implicazioni essenziali non incorrendo in grossolane incongruenze?


1. Evidenza Naturale

Decisamente più spesso di quanto intendiamo renderci conto, concetti oramai percepiti come elementari dalla maggior parte degli individui hanno il brutto vizio di risultare ben più sfuggenti se sottoposti ad un’analisi critica che tenti di cogliere gli elementi costitutivi del loro significato.

Popper e la crescita della conoscenza

DorianKBandy, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

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Consigliamo Filosofia della mente e l’intervista al professor Silvano Tagliagambe


Una lettura, critica negli intenti, ma purtroppo ancora frammentaria, del contributo che la razionalità critica ha dato e continua a dare ad una epistemologia della “crescita della conoscenza”

Introduzione

Uno dei punti, a dire il vero rarissimi, che sembrano accordare una buona parte degli epistemologi cimentatisi nell’arduo compito di valutare criticamente il pensiero popperiano, o almeno quei pochi che io ho avuto l’occasione di conoscere, può essere a mio avviso facilmente riconosciuto nel piglio con cui il filosofo viennese viene da questi affrontato. Proprio in questo caso uno strumento eccezionalmente accessibile e semplice, come l’indice, che già  può concederci ,se ben valutato, un ottimo colpo d’occhio sull’indirizzo generale di qualsiasi testo, risulta esserci particolarmente d’aiuto per individuare sin da subito i punti cardine della critica filosofica. Una delle più complete antologie redatte su questo autore[1] inaugura una serie di articoli, rivolti a Sir Karl da una serie scelta di critici, con un saggio dal titolo: “Popper and the Vienna Circle” redatto da Viktor Kraft[2]. È singolare notare che sin da subito si inaugura quello che poi sarà un leitmotiv di molti altri approcci al medesimo problema, i rapporti fra Popper ed il Circolo di Vienna vengono confermati e smentiti al contempo proprio nelle prime righe del saggio:

Chalmers ed il confronto con i problemi della coscienza

MissLunaRose12, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons

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Consigliamo Filosofia della mente e l’intervista al professor Silvano Tagliagambe


La teoria della mente di Chalmers in una delle sue formulazioni preliminari. Una lettura critica che ne enuclea gli aspetti teorici valutandone le premesse e, soprattutto, considerandone problematicamente le conclusioni speculative.

Introduzione

 Per poter, dunque, attribuire all’uomo il suo posto nel sistema della natura vivente, e cosi caratterizzarlo, non rimane altro che dire che ha quel carattere che egli stesso si procura, in quanto sa perfezionarsi secondo fini liberamente assunti; onde egli come animale fornito di capacità di ragionare (animal rationabile) può farsi da sé un animale ragionevole (animal rationabile).

Immanuel Kant, Antropologia pragmatica, II, E

 

Mercato ed economia – Un’analisi sul pensiero Hayek

DickClarkMises di Wikipedia in inglese -https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=9473860

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 Andrea Zeppi – Chalmers e la teoria della coscienza


Introduzione

Non possiamo iniziare la disamina di una struttura teorica senza chiarirne i punti cardine. Hayek ha sempre dimostrato profondo eclettismo nel condurre i suo studi, a partire dal suo periodo di formazione[1] sino a giungere alla sua autobiografia intellettuale[2]. Tuttavia è innegabile che parallelamente a questo impulso eclettico abbia corso un  istinto sintetico altrettanto forte, se non fondamentale per poter comprendere la portata delle soluzioni avanzate dall’economista austriaco all’interno dei campi più disparati.

Scacchi e filosofia Per una introduzione alla filosofia degli scacchi

da “Noumenologia” di Emanuele Franz (Bastogi Editrice, luglio 2004)

Per avere maggiori informazioni su Emanuele Franz e la sua casa editrice: www.audaxeditrice.com.

Il gioco degli scacchi nel corso della storia è stato preso in esame sotto diversi punti di vista ed è stato analizzato sotto molteplici prospettive. La storia, la psicologia e la tecnica del gioco hanno un influenza veramente determinante nella bibliografia scacchistica esistente. Le discipline più disparate hanno avuto pregio di accostarsi a questo secolare gioco. Ma per quanto questo gioco possa aver contribuito allo sviluppo di una concezione del mondo, a un modo di intendere la vita e l’universo, difficile mi è pensare che in passato si sia data forma ad una vera e propria filosofia degli scacchi.

Alexander Samuel – Filosofia

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Consigliamo – Il pragmatismo


S. Alexander è stato un filosofo australiano nato nel 1859 e morte nel 1938 che studiò prima in Australia e poi in Inghilterra.

Alexander (d’ora in poi Ale, ma avrei potuto chiamarlo ‘il contraddetto’) è ricordato per aver sostenuto una tesi emergentista (i.e. una tesi per cui le proprietà di un sistema complesso non sono ottenibili dalla semplice somma né dipendono immediatamente dalle proprietà delle sue parti – le proprietà emergenti dunque non sono riducibili alle proprietà da cui emergono) del rapporto mente cervello – o più in generale, fisica-chimica vita. Ale, come ogni buon emergentista che riflette sull’essere vivente e sulla sua di questo possibile coscienza, se ne sta in bilico tra l’affermare che non esiste altro oltre ai processi chimico-fisici e l’affermare che, nonostante tutto, i processi detti mentali non si riducono semplicemente ai processi chimico-fisici, piuttosto emergono come qualità distinte, come nuove realtà. Il fenomeno mentale (e così la ‘vita’) emergerebbe dalla complessità del fenomeno fisico-chimico.

Larry Laudan – Filosofia

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Consigliamo Il pragmatismo


1. Breve nota biografica

Larry Laudan nasce nel 1941 in Texas. Si laurea in fisica per poi studiare filosofia presso la Princeton University. Insegna – soprattutto per le università americane – filosofia della fisica, storia della scienza e filosofia della scienza.

2. La filosofia della scienza di Laudan

La filosofia della scienza di Laudan parte col porre il problema di come la conoscenza scientifica effettivamente cresca, ovvero col tentativo di comprendere i meccanismi che muovono il progresso scientifico, proprio come, prima di lui, avevano fatto ad esempio Kuhn e Toulmin.

Con la chiara intenzione di dare un resoconto descrittivo del funzionamento del meccanismo scientifico, egli sostituisce innanzitutto alle nozioni di ‘paradigma’ (Kuhn) e ‘programma di ricerca’ (Lakatos) la nozione di ‘tradizione di ricerca’, ad indicare un certo insieme di regole per la costruzione di una teoria scientifica.

Il pragmatismo filosofico

[[File:Charles Sanders Peirce theb3558.jpg|thumb|Charles Sanders Peirce theb3558]]


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Struttura dell’articolo: 1.Note storiche – La fase eroica (ca. 1870-1930) – Il revival ( ca. 1980); 2. Le tesi del pragmatismo; Bibliografia essenziale

1. Note storiche

Il movimento pragmatista nasce dalle filosofie di Peirce (1839 – 1914), James (1842 – 1910) e Dewey (1859 – 1952). Tuttavia, anticipazioni della filosofia pragmatista possono essere agevolmente trovate in ‘tutta l’antichità che si vuole’ (come confessa con piacere Peirce): Socrate, Aristotele, ma poi anche Spinoza, Locke, Berkeley, Kant, Comte. Comunque sia, è sensato riconoscere due fasi storiche del movimento pragmatista: la fase classica (o fase eroica ca. 1870 – 1930) e la fase nuova (o il revival ca. 1980).

Il Tempo – Un’introduzione

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Consigliamo – Il tempo secondo KantLeibniz


Dunque, che cos’è il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio, però, spiegarlo a chi me lo chiede, allora non lo so più.

Agostino 

Con queste famose parole Agostino d’Ippona esprime la difficoltà di definire il concetto di tempo. Questo interrogativo si presenta tuttora dopo aver ricevuto molteplici risposte nel corso dei secoli, da quella legata alla durata della vita di Seneca al tempo come forma universale dell’esperienza in Kant, fino al tempo soggettivo e mutevole della relatività, e ai suoi concetti limite: big bang e buchi neri.